La sindrome dell’abbandono è un disturbo a tutti gli effetti, anche se non è semplice da riconoscere. Molte persone ne soffrono, preda di un vuoto esistenziale, in balia della paura di non poter sopravvivere senza l’altro o senza il suo amore.

Una volta entrati in questo loop di pensieri negativi che si alimentano a vicenda, è difficile uscirne. Per questo motivo è bene riconoscere i segnali che anticipano la paura dell’abbandono fin dall’inizio. Non si tratta del semplice timore di perdere qualcuno, ma di un insieme di atteggiamenti e pensieri (anche di tipo ossessivo) associati a particolari tratti di personalità.

Chi sta dall’altra parte può facilmente cadere in errore e scambiare questo disturbo nel partner per affetto e premure, almeno all’inizio di una relazione.

Sarà il tempo però a rivelare il bisogno quasi ossessivo di tenere l’altro il più vicino possibile, la necessità di non deluderlo per paura di essere lasciati e la grande paura della solitudine che prendono il sopravvento su tutto il resto.

Leggi anche: 10 requisiti di una relazione sana ed appagante

La paura di essere lasciati o restare soli è comune a tutti e in una certa misura è anche fisiologico, tuttavia alcune persone non riescono a gestire quest’ansia, soccombendo al sentimento di angoscia perenne. Ecco che si presenta quindi la sindrome dell’abbandono che mina la solidità di una relazione, può provocare attacchi di panico e addirittura sfociare nella depressione.

Ma vediamo insieme quali sono le cause di questo disturbo.

Cause della sindrome dell’abbandono.

Le cause della sindrome dell’abbandono hanno le loro radici nell’infanzia, infatti è possibile che chi ne soffre sia stato un bambino che non si è sentito sufficientemente amato e protetto. Di conseguenza non ha sviluppato quella che viene definita da Bowlby “base sicura” ovvero un certo attaccamento alle figure di riferimento.

Invece chi sviluppa questo attaccamento in modo sano, sarà poi anche in grado di affrontare i distacchi (come le perdite o i lutti) affidandosi alle proprie risorse interiori.

L’individuo che soffre di sindrome dell’abbandono può essere stato vittima di traumi come perdite o scomparse improvvise. Da quel momento in poi, qualunque separazione o forma di distacco sarà vissuta con lo stesso dolore insostenibile e insuperabile.

Sindrome dell’abbandono: sintomi e manifestazioni.

Come già sostenuto, non è semplice distinguere un disturbo dalle semplici premure, soprattutto nella fase precoce di una relazione. Tuttavia si potranno a lungo andare riconoscere determinati sintomi o meglio schemi e comportamenti perpetrati nel tempo che solamente chi soffre di questo disturbo mette in atto:

sindrome abbandono 2
  • mania del controllo. C’è un bisogno insalubre e maniacale di sapere cosa fa, cosa prova l’altro, un esercizio di potere e controllo così soffocante che porterà il partner ad allontanarsi;
  • ricatto emotivo. Chi soffre di sindrome dell’abbandono tenderà a far sentire la controparte responsabile della propria condizione, in modo da innescare anche il senso di colpa;
  • manipolazione. La persona disturbata tenderà a manipolare il partner affinché senta di dover adeguare e modificare il proprio agire, perdendo così lla propria autenticità;
  • vittimismo. Chi soffre di questa sindrome riveste spesso il ruolo di vittima, per attirare su di sé attenzioni e cure.

Oltre a questi atteggiamenti vi sono caratteristiche ricorrenti fra chi soffre di sindrome dell’abbandono, come:

  • enorme difficoltà a prendere decisioni importanti se non ricorrendo sistematicamente al parere altrui;
  • paura di prendere posizioni nette;
  • difficoltà a lasciare il partner, anche nel caso di una relazione tossica;
  • ipersensibilità di fronte al giudizio altrui;
  • grande difficoltà a fidarsi e stringere legami affettivi;
  • rabbia repressa e attacchi improvvisi d’ira;
  • timore di non essere ascoltati e compresi.

Non necessariamente inoltre chi soffre di sindrome dell’abbandono si trova di fronte alla minaccia reale di un distacco: bastano i traumi i fantasmi del passato e le proprie debolezze a scatenare attacchi di panico o ansia.

Si può curare?

Certamente, questo disturbo come ogni altro può essere trattato e gestito per riportare ad una situazione di equilibrio la psiche di chi ne soffre. La psicoterapia è senz’altro il percorso più adatto per entrare realmente in contatto con tutte le proprie parti interiori e le emozioni anche più dolorose, lenire le ferite e rinforzare la fiducia nei propri mezzi.

Per guarire dalla sindrome dell’abbandono è necessario acquisire una rinnovata autostima, in modo da sviluppare poi col tempo la fiducia negli altri. Saranno questi i primi passi per prendere coscienza della propria identità, per rafforzarla e riuscire ad instaurare così relazioni realmente sane e appaganti.