In una coppia è perfettamente normale trovarsi a gestire litigi e conflitti. Non è invece normale quando queste ostilità prendono una piega più pericolosa. La manipolazione emotiva è una forma di abuso e di violenza, soprattutto psicologica, che può avere gravi conseguenze su chi la subisce. Vediamo insieme come poter riconoscere un manipolatore affettivo e come liberarsene.

 

Identikit del manipolatore affettivo.

La manipolazione è una strategia psicologica disfunzionale che viene utilizzata da persone, all’interno di una relazione, incapaci di stabilire un dialogo produttivo e di esprimere in modo diretto i propri bisogni. Un manipolatore affettivo è una persona che cerca di controllare gli altri per raggiungere i propri interessi: solitamente si esercita controllo e potere per proteggersi da una possibile umiliazione.

Il manipolatore è quindi ossessionato dal controllo, in primis di se stesso e dei suoi sentimenti. Di conseguenza cercherà anche di controllare le situazioni in cui è coinvolto, accertandosi che gli altri non abbiano alcun potere su di lui/lei. In una relazione di coppia il manipolatore sceglierà un partner sottomesso e insicuro le cui vulnerabilità verranno sapientemente sfruttate in termini manipolatori. È bene anche sottolineare che un manipolatore affettivo può essere anche un familiare, un amico o collega, senza distinzione di sesso.

Ecco le caratteristiche ricorrenti che ci vengono in aiuto per definire l’identikit del manipolatore affettivo:

  1. non si fa scrupoli. I manipolatori affettivi non si fanno troppi scrupoli per ottenere ciò che vogliono: questi infatti individuano il punto debole della loro vittima e iniziano a fare leva sulle sue paure più vive. Raggiunto il loro scopo, la vittima inizierà ad anteporre i bisogni del manipolatore ai suoi, rinunciando alla propria identità e al proprio benessere.
  2. Ha una bassa autostima. Anche se in apparenza può non sembrare, il manipolatore affettivo soffre di una bassa autostima ed è proprio per questo che metterà in atto ogni strategia per occultare le proprie insicurezze e fragilità. È fondamentale quindi che nessuno sappia quanto è insicuro perché, altrimenti, il suo potere cadrà come un castello di carte. Il loro perenne senso di inadeguatezza e scarsa autostima, porta i manipolatori a sentirsi a disagio in quasi ogni contesto sociale e questo lì porta anche a cercare di sembrare perfetti e giudicare criticamente  A causa di questo senso di inadeguatezza, si sentono a disagio in tutti i tipi di relazioni (lavoro, relazioni di coppia, di amicizia). Questo li porta ad essere critici e giudicanti verso chi non la pensa come loro e non si conforma ai loro desideri.
  3. Non è assertivo. Il manipolatore affettivo non è assertivo, al contrario comunica in modo aggressivo o enigmatico, cosa che gli consente di mantenere un certo controllo sugli altri.
  4. Non sa gestire la frustrazione. Ricevere una risposta negativa non è un’opzione per l’individuo manipolatore, che può anche reagire con rabbia e aggressività per paura di perdere la sua posizione dominante.
  5. È sempre vittima di qualcun’altro. Il vittimismo contraddistingue quasi tutti i manipolatori affettivi: loro non ha mai colpe, al contrario sono le vittime designate e umiliate.
  6. È egoista. Il manipolatore è una persona estremamente egoista, pensa solo a se stesso e in modo sproporzionato, volendo coccolare il proprio ego attraverso la supremazia sulla sua vittima, senza pensare per un attimo a ciò che sente o desidera l’altro.

 

I comportamenti tipici di un individuo manipolatore.

Esistono alcuni comportamenti tipici inequivocabili che contraddistinguono un manipolatore affettivo.

Il manipolatore emotivo utilizza metodi subdoli e di sfruttamento per controllare e influenzare la sua vittima, usando contro di essa le sue vulnerabilità, colpendola con terribili ultimatum, cercando di suscitare in lei il senso di colpa per problemi che non hanno nulla a che fare con la vittima stessa.

I manipolatori affettivi usano tecniche di ricatto emotivo per convincere gli altri a fare ciò che vogliono e stratagemmi per creare dipendenza, ad esempio:

  • utilizzano le loro doti seduttive, lodi e adulazione al fine di far abbassare le difese dell’altro. Il manipolatore si mostra inizialmente disponibile e altruista, così da suggerire l’immagine di una persona seria e affidabile;
  • i manipolatori affettivi sono bugiardi, mentono frequentemente, omettendo parte della verità, distorcendo la realtà fino ad indurre l’altro a credere alle sue parole anche se prive di fondamento e non supportate dai fatti;
  • infatti il manipolatore nega costantemente l’evidenza, non ammette mai i propri errori anzi, è molto abile nell’indurre l’altro a credere di essere nel torto;
  • attua la tecnica passiva-aggressiva del silenzio che subdolamente mina l’equilibrio della vittima: attraverso il silenzio, il manipolatore affettivo dimostra di non curarsi dell’altro, punisce e controlla la situazione;
  • il manipolatore cerca di isolare l’altra persona dalle relazioni con altri soggetti, in modo che questa si ritrovi a sviluppare dipendenza da lui.

Le frasi che potreste sentire più spesso da un manipolatore affettivo sono:

“Non l’ho mai detto o fatto, è tutto nella tua testa”: in questo modo il manipolatore vuole farti dubitare di ciò che hai visto, sentito o fatto. Inizierai quindi a chiederti se stai impazzendo e se è tua la colpa.

“Sei pazzo, dovresti farti aiutare”: per la serie non sono io ad avere un problema, mettendo in dubbio la tua facoltà di pensare liberamente e farti credere che il problema sia davvero tu, piuttosto che la sua manipolazione.

“Era solo uno scherzo, non si può più dire niente”: è una delle frasi più tipiche dei manipolatori per mascherare il loro comportamento offensivo dicendo che era solo uno scherzo e che il problema è tuo che non sai stare allo scherzo.

 

Manipolatori si nasce o si diventa?

Di certo non si nasce manipolatori affettivi, ma lo si diventa. È probabile che il manipolatore sia figlio a sua volta di un genitore che è stato manipolatore come nel caso di genitori narcisisti o troppo esigenti oppure inaffidabili e inconsistenti. Chi ha vissuto esperienze di abuso o trascuratezza nella propria infanzia può di conseguenza tenere un comportamento manipolatorio preventivo nei confronti degli altri per evitare di essere a propria volta controllato o sfruttato.

Quindi le cause per cui una persona diventa un manipolatore affettivo sono da ricercare nella sua storia personale, dall’infanzia all’adolescenza. Tutto ciò che il manipolatore fa ha lo scopo di nascondere la propria fragilità e il dolore sperimentato in passato, per non mettersi nuovamente nella stessa situazione.

Talvolta il manipolatore affettivo è un narcisista patologico oppure un sociopatico. Il narcisista in una relazione di coppia tende a manipolare l’altro allo scopo di vedere soddisfatte le proprie richieste. “Se mi ami davvero, devi farlo” è una frase comune usate dai manipolatori affettivi narcisisti, una forma vera e propria di ricatto affettivo.

Quindi contrariamente a quando accade in una relazione sana in cui il legame si base su reciprocità e cooperazione, il manipolatore affettivo agisce spesso per cercare di usare, controllare o persino vittimizzare qualcun altro.

 

Come difendersi e allontanare un manipolatore affettivo?

Difendersi e allontanare un manipolatore affettivo è possibile. Il primo passo consiste essere consapevoli del proprio status di vittima e dei propri diritti che gli altri sono tenuti a rispettare:

  • il diritto di essere libero dal giudizio degli altri;
  • il diritto di esprimere i propri sentimenti, bisogni e idee;
  • il diritto di avere delle priorità priorità personali in base alle quali valutare se occuparsi dei problemi degli altri;
  • il diritto di dire NO liberamente e senza sentirsi in colpa;
  • il diritto di difendersi da qualsiasi forma di aggressione.

manipoaltore affettivo come difendersi

Detto ciò non possiamo in alcun modo pensare di cambiare l’altra persona o cercare di essere la cura del manipolatore affettivo. Il manipolatore non può guarire se non attraverso un lungo e consapevole percorso terapeutico. Quindi è necessario tornare presenti a se stessi e piuttosto bisogna cambiare il proprio modo di interagire con il manipolatore, comprendere i suoi meccanismi ed imparare al evitarli.

Ecco alcuni consigli pratici per iniziare a difendersi dai manipolatori affettivi:

  • ascoltare attentamente ed evitare di cadere nel meccanismo del senso di colpa. Nell’ambito di una discussione il manipolatore affettivo cercherà di farti sentire in colpa o inadeguato: non cedere e non cadere nella sua trappola, non permettere che le sue parole o azioni sviluppino in te il senso di colpa. Ascolta attentamente e chiediti prima di tutto se ti tratta con rispetto, se la richiesta è ragionevole e se ti senti a tuo agio nel soddisfarla.
  • Prendi tempo. Il manipolatore esercita pressione affinché la sua vittima non abbia troppo tempo per pensare e decidere. Quindi un’ottima strategia è quella di prendersi del tempo per pensare e valutare la situazione, facendogli capire che non sei disposto a cadere nella sua trappola e che la sua pressione non ha effetto su di te.
  • Presta più attenzione alle azioni e meno alle parole. Il manipolatore è un abile oratore, perciò uno dei migliori modi per difendersi è prestare effettivamente attenzione alle sue azioni piuttosto che alle sue parole. Spesso queste persone usano fascino e seduzione, ma svelano la loro vera natura attraverso i reali comportamenti.
  • Sii assertivo, chiedi e cerca chiarimenti. I manipolatori emotivi sfruttano spesso una comunicazione ambigua e opaca, approfittando del fatto che le loro vittime sono spesso docili. Pertanto, in caso di dubbio, è meglio pensare bene alle loro richieste, fare domande specifiche e chiedere chiarimenti circa i loro bisogni prima di correre a soddisfarli
  • Metti una certa distanza. Se puoi stabilisci una distanza con il manipolatore, sia fisica (se puoi) che psicologica. Se il manipolatore approfitta della vostra confidenza, metti dei confini e torna ad un rapporto cortese ma senza entrare in intimità. In questo modo proteggerai la tua sfera emotiva più intima.
  • Metti fine alla relazione: non cercare vendetta, piuttosto allontanati tagliando ogni forma di contatto e comunicazione con lui.
  • Resta vigile: il manipolatore affettivo torna spesso, non per amore ma per il bisogno di essere compiaciuto. Resta vigile e fermo nelle tue scelte, analizza la situazione e afferma i tuoi diritti sempre. Non cadere nuovamente nel suo gioco perverso.

 

Conclusione: chiedi aiuto ad uno specialista.

La manipolazione nelle relazioni familiari e affettive è un problema grave che richiede consapevolezza e intervento. È essenziale riconoscere i segni e se senti di averne bisogno non esitare a chiedere aiuto per prevenire danni a lungo termine e costruire relazioni più sane e rispettose in futuro. Sentiamoci.

Ecco alcuni manuali e testi per approfondire il tema:

“Il manipolatore affettivo e le sue maschere” di Cinzia Mammoliti
“Le parole per difenderci. Vademecum per riconoscere e gestire la comunicazione manipolatoria” di Cinzia Mammoliti

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