Resilienza: chi non ne ha sentito parlare almeno una volta nell’ultimo anno? Non fosse altro che il termine è stato adottato dal governo per il piano italiano di rilancio post pandemia.Tuttavia ancor prima, ormai da anni hanno iniziato a fioccare ovunque nei social network meme, consigli espressi di psicologia, aforismi sulla resilienza. Cerchiamo quindi innanzitutto di capire cos’è: in psicologia si definisce resilienza la capacità dell’individuo di adattarsi in maniera positiva ad una condizione negativa e traumatica e di riorganizzare positivamente la propria vita. Quindi la resilienza consente l’adattamento alle avversità.
Secondo molteplici studi, la resilienza è di tutti in quanto è una capacità innata nell’uomo, tuttavia questa non sempre si attiva e anche quando lo fa, non sempre conduce a risultati positivi. Infatti questa capacità riorganizzativa dell’individuo è influenzata da diversi fattori, individuali, sociali e relazionali. Ecco perché in presenza di condizioni traumatiche e di forte stress alcune persone riescono a cavarsela senza effettivi negativi a lungo termine, mentre altre persone non reggono la pressione delle avversità, fino a sviluppare delle psicopatologie nei casi più gravi.
Resilienza non è resistenza, che significa opposizione. Resilienza si riferisce invece ad una plasticità dell’essere umano che comprende, si adatta e affronta con successo eventi stressanti o traumatici, riuscendo a ripristinare in seguito condizioni di equilibrio e benessere. Chi mostra questa attitudine può uscirne addirittura rinforzato o trasformato.
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Come riconoscere una persona resiliente.
Una persona resiliente si riconosce nella reazione di fronte al dolore o alla sofferenza (pensiamo a lutti, separazioni, catastrofi naturali, ecc.): in questo caso l’individuo troverà in sé la forza necessaria per apprendere e andare avanti, volgere l’evento traumatico a proprio favore e migliorare la propria vita.Le logiche della resilienza sono presenti in ciascun essere umano e possono essere messi in atto da chiunque. Tuttavia, non tutti sono in grado di sfoggiare la propria capacità adattiva e la propria “intraprendenza”, ottenendo il miglior risultato possibile dalle avversità.

Fattori che influenzano la capacità di adattamento di una persona.

La capacità di adattamento e di mettere in pratica la resilienza è diversa da individuo a individuo perché dipende da numerosi fattori che nell’arco di una vita incidono più o meno pesantemente. Vi sono fattori individuali, ovvero caratteristiche personali che risultano essere validi strumenti nel caso si debba sfoggiare una risposta resiliente:

  • autostima;
  • approccio ottimista nei confronti dei problemi e di eventi negativi;
  • capacità di comprendere e tentare di risolvere i problemi;
  • capacità di comunicazione, assertività e intelligenza emotiva;
  • senso dell’umorismo, come approccio e tendenza a mantenere una certa distanza dalle circostanze e la lucidità necessaria per risolvere i problemi da esse scaturite. L’umorismo offre inoltre un’altra strada per elaborare la situazione negativa, favorendone la condivisione con gli altri;
  • empatia.
Fattori relazionali.

Non solo fattori individuali: lo sviluppo della resilienza è correlato anche alla qualità delle relazioni che una persona è in grado di sviluppare, sia prima e a prescindere dall’evento negativo o traumatico che dopo. Oltre alla qualità delle relazioni instaurate, anche il sostegno emotivo e pratico di familiari e amici è un fattore relazionale importante nella risposta resiliente.

Fattori sociali.

La resilienza di una persona dipende anche dal contesto sociale in cui essa è inserita: soggetti ben integrati e inseriti nella propria “cerchia” e che ricevono un sostanzioso supporto di riconoscimento sociale, avranno una maggiore propensione a sviluppare una certa capacità adattiva e resiliente.

Fattori che influenzano la capacità di La resilienza è di tutti, ma come metterla in pratica?

Come già accennato in precedenza, gli schemi della risposta resiliente sono presenti in ciascuno di noi, ma possono risentire di fattori relazionali e sociali che cambiano nel corso della vita di una persona.

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In giovanissima età la resilienza assomiglia più ad un istinto, mentre nell’età adulta molte persone hanno visto una regressione di questa attitudine, che magari ha risentito di una bassa autostima e opinione di sé e della percezione dell’ambiente circostante spesso letto come un posto pericoloso e pieno di potenziali problemi.

La resilienza è di tutti e metterla in pratica è possibile, iniziando dal cambiare la concezione di sé stessi, degli altri e del mondo che ci circonda. Questo significa adottare e conservare un atteggiamento realistico per adeguarsi alla realtà consapevolmente. Questa flessibilità e il conseguente adattamento si può effettuare iniziando a trattare gli eventi negativi e traumatici come opportunità da sfruttare e da cui trarre utili spunti per la propria crescita personale.

Tra gli approcci terapeutici indicati per intraprendere questa trasformazione c’è la mindfulness, che consente di concentrarsi sul presente, staccarsi dai propri pensieri, osservandoli senza giudizio. Sviluppare la propria capacità di resilienza è un percorso personale che necessita di un’attenta analisi dell’individuo e del contesto socio-relazionale in cui è inserito. Solo allora seguiranno le indicazioni da parte di un terapeuta per il percorso più adeguato da intraprendere.


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