La Psicologia: Perchè?

La paura delle malattie nella moderna società dove si esalta l’efficienza umana è una delle più comuni perché la malattia ostacola il nostro e l’altrui benessere.

Quando poi emerge la paura di avere una malattia della mente ci destabilizziamo perché tendiamo a identificarci più strettamente con la nostra mente piuttosto che con il nostro corpo. Così spesso si pensa che rivolgersi allo psicologo per farsi “curare” è come ammettere di avere una malattia mentale, di “essere matti”. In realtà lo psicologo può aiutarci a integrare aspetti della nostra personalità che teniamo lontani dalla nostra percezione cosciente perché non li accettiamo. Questi aspetti però non spariscono ma si manifestano attraverso altri canali quali sogni, comportamenti particolari, reazioni eccessive o sintomi di vario tipo come ansia, panico, depressione, dipendenza, condizionando quindi la nostra esistenza.

A ciò si aggiungono i molti problemi comunemente affrontati dagli individui e dalle famiglie compresi il disagio coniugale, i problemi della genitorialità, la difficoltà nell’attaccamento, il divorzio, l’abuso, l’elaborazione di un lutto, il tradimento, il mobbing…
In tutti questi casi è evidente come le esperienze passate da un membro della famiglia possano causare disagio a quello stesso individuo e ai suoi familiari.

La psicologia ci può aiutare a esprimere le nostre emozioni, i nostri desideri e a “tirar fuori” le risorse positive presenti in ognuno di noi, stimolandoci a condurre la nostra esistenza coerentemente con i nostri principi, con il nostro ambiente e con la nostra realtà sociale. La psicologia infatti è la scienza che studia il comportamento umano e che cerca di comprendere e interpretare i processi mentali e affettivi che lo determinano. Come branca deve essere regolamentata e per questo per poter esercitare la professione di psicologo, sezione A, occorre conseguire una laurea quinquennale in Psicologia, effettuare poi un tirocinio di un anno e sostenere un Esame di Stato. Solo in seguito al suo superamento è possibile iscriversi all’Albo degli Psicologi, condizione necessaria per svolgere questa attività. Lo psicologo, in quanto appartenente per legge a un Ordine, deve sottostare ai principi del Codice Deontologico, il quale prescrive comportamenti a garanzia di un esercizio professionale corretto a tutela dell’utenza. Di conseguenza l’affidarsi a un professionista regolarmente iscritto all’Albo fornisce al cittadino garanzie che altrimenti sarebbero impossibili da ottenere rivolgendosi a persone non abilitate.

Occorre aver chiara la differenza tra il professionista adeguatamente formato e una serie di altre figure (counselor, reflector, psicofisologo, pedagogista clinico) che non sono per legge obbligate a rispondere del proprio operato di fronte a un Ordine o a un Collegio Professionale che abbiano stabilito criteri deontologici e tecnici attraverso quali svolgere correttamente la propria attività.

Lo psicologo, come richiesto dal Codice Deontologico, aggiorna continuamente la propria formazione e utilizza soltanto le tecniche e le conoscenze per le quali ha ottenuto adeguata formazione.Un’ulteriore formazione è necessaria affinché si possa svolgere Psicoterapia.
Lo psicoterapeuta, infatti, è uno psicologo o un medico abilitato a svolgere anche attività di psicoterapia dopo aver frequentato una successiva scuola di specializzazione quadriennale riconosciuta dallo Stato. Lo psicologo-psicoterapeuta non prescrive farmaci, ma utilizza come strumenti la relazione, l’ascolto e la parola.

Lo psicoterapeuta competente aiuta la persona a ritrovare le radici dei propri blocchi e conflitti in modo che la persona raggiunga il cambiamento desiderato e una crescita personale.

Lo scopo della psicoterapia è quello di apprendere le motivazioni che hanno portato la persona a essere qual è. Fondamentale in questo percorso è soprattutto una buona alleanza tra il professionista e il paziente perché ogni seduta è un lavoro basato sulla collaborazione attiva del paziente stesso.

La seduta di psicoterapia ha una durata di 50 minuti circa. Generalmente si tratta di un colloquio o confronto; tuttavia possono essere svolte sedute sotto forma di:

  • somministrazione di test o questionari;
  •  riabilitazione funzionale;
  • laboratori cognitivi, emotivi e comportamentali.

Il paziente è tenuto a disdire la seduta almeno 24 ore prima altrimenti dovrà pagare il relativo compenso, tranne per gravi motivi che saranno valutati di volta in volta.
Per motivi di privacy i pazienti tra loro non si incontrano.
In situazione di emergenza il paziente avrà accesso a una seduta il prima possibile.
Nel caso in cui il paziente salti la seduta per tre volte consecutive senza preavviso il rapporto psicoterapeutico verrà concluso automaticamente.
Se in paziente si presenta in ritardo può usufruire solo del tempo rimanente.

Dott. Lorenzo Flori Psicologo-Psicoterapeuta (Fano-Pesaro-Rimini).