Un’emozione: esprimere la rabbia

Disturbi di personalità

Un’emozione: esprimere la rabbia

Le pagine di cronaca dei giornali e i telegiornali riportano sempre più di frequente episodi in cui la rabbia sfocia in una violenza incontrollabile, a volte addirittura con esito fatale.
Sempre più spesso accade sul lavoro, in famiglia, in automobile, luogo d’elezione di prepotenze a cui pochi sono immuni.
Ci siamo assuefatti a tal punto che a volte sembra che la rabbia possa diventare un’attenuante per i comportamenti più selvaggi. Invece la rabbia si deve controllare, tanto la propria quanto quella degli altri.

E’ importante conoscerla e imparare a disinnescarla perché è una reazione, a volte incontrollabile, di fronte alle piccole e grandi disavventure quotidiane che troppo spesso supera il limite dello sfogo.
La rabbia ha sempre avuto un’importanza decisiva nelle vicende dell’uomo, come testimoniano miti, leggende e tradizioni religiose già agli arbori della civiltà.
Ma che cos’è la rabbia?

rabbia

La rabbia è un’emozione, cioè qualcosa che accade in rapporto a una situazione esterna e perciò assume un ruolo sociale.
La principale funzione del nostro sistema emotivo è quella di valutare costantemente ciò che accade intorno a noi in modo da poter reagire adeguatamente ricalibrando il nostro atteggiamento in rapporto al flusso di informazioni che ci arriva e preparandoci alla necessità di un’eventuale azione.
Contemporaneamente, con le emozioni comunichiamo le nostre intenzioni, spesso con maggiore intensità ed efficacia di quanto possano le parole.
Il linguaggio del viso e del corpo della persona arrabbiata è molto esplicito.
I cambiamenti psicofisiologici sono quelli tipici dell’attivazione del sistema autonomo simpatico, come l’accelerazione del battito cardiaco, l’aumento della pressione arteriosa e dell’irrorazione dei vasi sanguigni periferici, l’aumento della tensione muscolare e della sudorazione.
Nella maggior parte dei casi indirizziamo la collera verso le persone che amiamo di più.
Sono perciò coniugi, fidanzati, genitori e figli quelli che hanno il potere di farci arrabbiare anche perché riteniamo che il rapporto affettivo che abbiamo con loro ci permetta di perdere il controllo senza guastare irreparabilmente la relazione.
Nella concitazione del momento è facile però dire cose di cui ci si potrebbe pentire o peggio ancora manifestare comportamenti aggressivi o fare ricorso alla violenza come strumento per risolvere una questione.
L’omicidio entro le mura domestiche avviene principalmente al culmine di un’espressione di collera.
In Italia si registrano due delitti ogni tre giorni commessi tra persone legate da vincoli affettivi.
Non c’è famiglia normale esente da conflitti perché ciascuno è diverso dall’altro per interessi, personalità, desideri, obiettivi.
La principale distinzione tra una famiglia sana e una “malata” sta nel modo in cui vengono affrontati i conflitti, non sulla presenza o assenza di conflitti.
Imparare a controllare la rabbia è una sfida per chiunque.
Se c’è il rischio che andare in collera possa produrre problemi è necessario considerare la possibilità di farsi aiutare consultando uno specialista o aderendo a un programma di prevenzione.

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  • 14 luglio 2016
  • Scritto da Lorenzo




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