Il trauma. Perche’ una terapia sensomotoria

Stress, violenza e traumi

Il trauma. Perche’ una terapia sensomotoria

Il trauma ha un enorme impatto in tutti gli aspetti della vita individuale e della civiltà umana.
E’ nota la grande ampiezza delle reazioni sensomotorie che derivano dall’esperienza traumatica come immagini intrusive, suoni, sensazioni corporee, dolore fisico, oppressione, torpore.

Spesso i pazienti non si rendono conto che queste reazioni sono un ricordo tangibile del trauma passato e tendono a interpretarle come dati relativi alla propria personalità.
Inoltre queste intense reazioni corporee, a loro volta, possono alimentare le emozioni legate a traumi come il terrore, la paura, la disperazione, il senso di impotenza, la vergogna, la rabbia.
La complessità e la varietà dei sintomi che influiscono sia sulla mente che sul corpo confondono spesso il paziente e le percezioni sensoriali possono dominare il pensiero razionale.

La psicoterapia sensomotoria si basa sulla comprensione psicoterapica tradizionale ma considera il corpo centrale nell’ambito della consapevolezza; include le capacità osservative, le teorie e gli interventi orientati sul corpo come fondamento per le abilità terapeutiche incorporando la teoria e la tecnica della psicoterapia psicodinamica, della terapia cognitiva comportamentale, della neuroscienza e della teoria dell’attaccamento e della dissociazione.
I tradizionali modelli terapeutici si basano soprattutto sull’idea che il cambiamento si manifesta attraverso un processo di espressione narrativa dal paziente verso lo psicoterapeuta per cui il principale obiettivo dell’intervento terapeutico è il linguaggio; la narrazione, quindi, è il punto d’accesso del processo terapeutico.
A queste pratiche e tecniche cognitive e dinamiche di per sé utili la psicoterapia sensomotoria propone l’aggiunta di interventi che affrontano le ripetitive e spontanee sensazioni fisiche, le inibizioni motorie e le intrusioni caratteristiche del trauma irrisolto.Il cervello funziona come un tutto integrato ma comprende dei sistemi gerarchicamente organizzati.
Le funzioni del livello più alto si sono evolute e dipendono dall’integrità delle strutture del livello più basso e dall’esperienza sensomotoria.
I centri più bassi, quelli sottocorticali, presiedono l’integrazione sensoriale e l’associazione intersensoriale.
Si ritiene che le parti più basse del cervello siano in via di sviluppo e maturino prima delle strutture di alto livello.
Lo sviluppo e l’ottimale funzionamento delle strutture di alto livello dipendono, quindi, in parte, dallo sviluppo e dal funzionamento delle strutture dei livelli più bassi.
Le funzioni più elevate sono più aperte mentre quelle più basse sono più riflessive, stereotipate e chiuse.
Le sequenze più semplici sono riflessi involontari e sono i più rigidamente fissati e determinati.
Più complessi sono i patten motori che apprendiamo da piccoli come comunicare e correre, patten che successivamente diventano automatici.4

Negli ambiti cognitivi ed emotivi più altamente evoluti troviamo un numero sempre minore di sequenze fisse di passaggi e una maggior complessità e variabilità di risposta.
La flessibilità e l’astrazione della risposta aumentano al più alto livello cognitivo di elaborazione; maggiori fissità e concretezza di risposta aumentano invece a livello sensomotorio.
L’elaborazione emotiva sta proprio nel mezzo non essendo né flessibile come l’elaborazione cognitiva, né immobile come quella sensomotoria.
Le esperienze traumatiche non sono ricordate ma rivissute e non sono controllabili perché non integrate nella coscienza.
Il trauma, quindi, viene rivissuto come fosse sempre attuale.
La persona si sente effettivamente minacciata, il corpo è iper-attivato e il passato è confuso con il presente.
La principale strategia adottata dalla psicoterapia sensomotoria per aiutare le persone che hanno subito traumi consiste nel trasformare il rivivere in ricordare collocando l’esperienza nel passato confrontandosi attraverso la componente sensomotoria e mantenendola inizialmente disconnessa rispetto alle dimensioni emotive e cognitive.

Il terapeuta così si concentra sulla postura, sulle tensioni muscolari, sui movimenti, incoraggiando il paziente a riconoscere e osservare come le sensazioni fisiche siano legate a particolari emozioni e pensieri e a integrare queste esperienze corporee nel suo vissuto.
Lentamente lo psicoterapeuta aiuta il paziente a riconoscere la ripetizione degli schemi corporei di lotta e fuga, di freezing o di sottomissione innescati dall’attivazione costante dei sistemi di difesa.
Il paziente impara a diventare consapevole del proprio corpo e acquisisce una progressiva capacità di regolazione emotiva, auto riflessività e un maggior senso di padronanza e competenza.

Gli eventi traumatici che il paziente ha subito non sono cambiati ma gli effetti negativi sulla mente e sul corpo vengono così trasformati.
Invece di sentirsi solo, impotente, vulnerabile in un mondo minac-cioso, comincia a percepire una capacità di proteggersi.
L’integrazione di tutti i tre livelli – sensomotorio, emotivo, cognitivo – è fondamentale per la guarigione dal trauma.
L’obiettivo finale dello psicoterapeuta sensomotorio è quello di far riprendere in mano la propria vita al paziente sopravissuto a esperienze terribili e non risolte.


  • 14 luglio 2016
  • Scritto da Lorenzo




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