L’EMDR e il disturbo post-traumatico da stress

Stress, violenza e traumi

L’EMDR e il disturbo post-traumatico da stress

L’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è un approccio terapeutico basato sul concetto secondo il quale in tutti gli esseri umani è innata una tendenza all’autogestione ma questa funzione neurobiologica viene inibita dalle esperienze negative della vita.

emdr

Quando un individuo subisce un trauma psicologico può avvenire uno squilibrio nel sistema nervoso che non è più in grado di funzionare e le informazioni acquisite nel momento dell’evento (immagini, suoni, sensazioni fisiche, …) vengono conservate nel loro stato disturbante.
Una gamma di stimoli interni ed esterni può innescare le informazioni disturbanti che possono esprimersi sotto forma di incubi, flashback e pensieri intrusivi.
Spesso nelle esperienze spiacevoli si dice “non pensiamoci, passiamoci sopra …ecc” per poi constatare che non si riesce a “liberarsene rapidamente” e ci si ritrova nella situazione frustrante al di là di ogni logica.
Il proposito dell’EMDR è di ripristinare l’equilibrio neurologico in modo che l’informazione negativa possa essere elaborata verso una risoluzione adattiva e di focalizzare l’attenzione imprescindibile sulla relazione terapeutica che tende ad adeguare l’intervento al paziente e non il paziente all’astrattezza di un protocollo disanimato.
La relazione terapeutica è una parte fondamentale per condurre al successo qualsiasi forma di psicoterapia ma in particolare per l’EDMR è il modo in cui clinico e paziente affrontano insieme atteggiamenti e sentimenti nel corso delle otto fasi del trattamento.
Durante le fasi attive del trattamento del trauma il clinico passa dal ruolo di esperto a quello di co-partecipante perché la relazione clinico-paziente diventa centrale per agevolare la liberazione di ricordi dolorosi.


  • 14 luglio 2016
  • Scritto da Lorenzo




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