La mindfulness

Trattamenti e Psicoterapia

La mindfulness

Negli ultimi anni incessanti ricerche hanno indirizzato il focus terapeutico sull’importanza di cambiare la relazione che una persona ha con le proprie esperienze interne.

Invece di cercare di modificare il contesto dell’esperienza interna l’obiettivo diventa l’accettazione non giudicante dei propri eventi interni.
La strategia più significativa di questo approccio è la mindfulness (consapevolezza) che, in ambito clinico, è stata sviluppata in una serie di protocolli molto efficaci per affrontare e superare il dolore cronico, lo stress, le recidive depressive, le ricadute nella dipendenza da alcool e sostanze e nei disturbi alimentari.

mindfulness

La mindfulness indica, quindi, una forma di affinamento delle capacità, che tutti possiedono, di prestare attenzione intenzionalmente, momento per momento, senza giudicare per riuscire a diventare più intimi con la propria esperienza attraverso l’esercizio sistematico dell’osservazione.
Si tratta cioè di dirigere volontariamente la propria attenzione a quello che accade nel proprio corpo e intorno a sé, ascoltando più attentamente la propria esperienza, osservandola per quello che è, senza valutarla o criticarla.
Portando e mantenendo l’attenzione su se stessi si diventa consapevoli di pensieri, emozioni, sensazioni che in genere non vengono notati non rendendosi conto di quanto i pensieri influenzino lo stato d’animo e lo stato fisico e viceversa.
La consapevolezza di sé è perciò fondamentale per conoscere e capire le proprie emozioni e i propri pensieri, per gestirli senza essere sopraffatti.
La pratica di questo particolare “atteggiamento della mente” deriva dal buddismo ed era già diffusa e praticata in Asia 2500 anni fa sia nell’ambiente laico che in quello monastico.
L’utilizzo da parte della medicina occidentale della mindfilness è invece una pratica iniziata negli Stati Uniti intorno agli anni ’70, diventando una forma di meditazione non dipendente da alcun sistema di credenze né da alcuna ideologia.

Dal punto di vista dei processi mentali essa si esplicita nel portare attenzione a quattro elementi: il proprio corpo, le proprie percezioni sensoriali, le formazioni mentali e gli oggetti della mente.
L’osservazione di questi elementi della propria esperienza si sviluppa in uno stato di calma e ciò che viene osservato è accettato per quello che è senza reagire consentendo così ai cambiamenti di avvenire naturalmente.
Osservare il proprio respiro, concentrandosi su di esso è il modo più efficace per cominciare a prestare attenzione al proprio corpo.
Il compito mentale richiesto è quello di mantenere la consapevolezza delle sensazioni che accompagnano il respiro in quel particolare punto del corpo momento dopo momento. Così si prenderà consapevolezza delle narici, del petto, della pancia. La mente tenderà naturalmente ad allontanarsi dal qui e ora per focalizzarsi su altri pensieri.
Seguendo la mindfulness questi pensieri non devono essere giudicati e inseguiti ma l’attenzione deve essere riportata sul respiro, allenando così la mente a essere più stabile e meno reattiva.
In questo modo si accresce la propria capacità naturale di concentrazione.
Proseguendo nel rafforzamento dell’attenzione di consapevolezza la tecnica prende in considerazione le varie parti del corpo con l’obiettivo di “sentirne” autenticamente ogni segmento e di soffermarsi consapevolmente, di volta in volta, in ciascuna parte.

Applicare questo metodo in modo costante e sistematico induce a un completo rilassamento fisico, mentale ed emozionale.
Lo scopo finale è quello di estendere questa modalità di “porre attenzione” a tutte le situazioni della vita quotidiana, coltivando la consapevolezza quando si guarda, si ascolta, si parla, si compiono semplici azioni.
Si tratta perciò di una progressiva e stabile trasformazione del nostro modo di essere, dell’acquisizione di una nuova abitudine mentale che promuoverà profondi e positivi cambiamenti dell’atteggiamento, del comportamento e della percezione di se stessi, degli altri, del mondo.


  • 14 luglio 2016
  • Scritto da Lorenzo




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