Alessitimia

Disturbi di personalità

Alessitimia

Letteralmente la parola significa mancanza di parole per le emozioni ma nella dimensione psicologica l’alessitimia riflette un deficit nei sistemi di elaborazione cognitiva delle emozioni e di integrazione degli stati mentali a essa connessi.

Così la persona alessitimica è limitata nella capacità di identificare i propri sentimenti, di descriverli, di elaborarli e di gestirli; il suo pensiero è prevalentemente orientato dagli stimoli esterni più che dai processi introspettivi, fa scarso uso della fantasia e della immaginazione.
Non sembra che l’alessitemia possa essere ereditaria, è più probabile che elementi stressanti o traumatici, reali o percepiti come tali subiti durante l’infanzia concorrano al suo sviluppo.
Diventa stabile nel tempo, è correlata a una minore qualità della vita, può costituire un fattore di rischio per lo sviluppo e il mantenimento di diverse patologie tra cui i disturbi d’ansia o può generare esplosioni di rabbia o disperazione.

I costrutti che determinano questa patologia sono:

1) difficoltà nell’identificare i sentimenti e nel distinguerli dalle sensazioni corporee che si accompagnano all’attivazione emotiva (il soggetto ha difficoltà nella gestione e nell’espressione delle emozioni e dei mutamenti dei propri sentimenti);
2) difficoltà nel descrivere agli altri i propri sentimenti (il soggetto non riesce a trovare le parole per descrivere ciò che prova);
3) limitazione dei processi immaginativi e povertà delle fantasie (il soggetto non riesce a lasciarsi assorbire da situazioni astratte e immaginative, non riesce a rivivere nella mente eventi passati …);
4) presenza di uno stile cognitivo legato allo stimolo e orientato all’esterno (il soggetto non usa esperienze emotive passate per affrontare il presente, non si basa sui sentimenti per agire o imparare cose su di sé).
Di conseguenza la persona alessitimica tende ad avere un’amplificazione somatosensoriale e ad attribuire, in maniera anomala, le sensazioni somatiche attivate dalle reazioni emotive a possibili sintomi di malattia.


  • 14 luglio 2016
  • Scritto da Lorenzo




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